Il trasporto del carico rappresenta una delle richieste fisiche più gravose e distintive dell’attività militare moderna, in ragione dell’incremento progressivo del peso degli equipaggiamenti e della complessità degli scenari operativi. Il presente articolo analizza criticamente gli aspetti storici, fisiologici, biomeccanici e clinici associati alla marcia con sovraccarico, con particolare attenzione alle variabili che influenzano il costo energetico, la cinematica del passo e il rischio di infortunio. Le evidenze mostrano che entità, distribuzione e posizionamento del carico rispetto al centro di massa corporeo incidono in modo determinante sull’efficienza locomotoria e sullo strain fisiologico.
Sistemi di trasporto ergonomicamente ottimizzati, inclusi telai e cinture lombari, possono ridurre lo stress muscolare e migliorare il comfort, mentre modalità alternative come carrelli o sistemi trainati offrono vantaggi in specifici contesti operativi. Vengono inoltre discusse le differenze legate al sesso nella risposta biomeccanica e prestativa al carico, evidenziando implicazioni per la progettazione dell’equipaggiamento. Dal punto di vista preventivo, il trasporto di carichi elevati è associato a un’aumentata incidenza di vesciche, lombalgie, metatarsalgie e fratture da stress. Le evidenze supportano l’adozione di programmi di preparazione fisica multimodali, che integrino allenamento aerobico, forza e specificità del gesto, al fine di migliorare la tolleranza fisiologica e l’efficienza della marcia con carico, garantendo al contempo sostenibilità operativa e riduzione del rischio infortunistico.
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