Velocity Based Training nella Longevity: adattare il paradigma alla popolazione sedentaria e over 60

Il Velocity Based Training (VBT) nasce come metodologia di regolazione del carico fondata sulla misurazione della velocità di esecuzione, ampiamente utilizzata nella preparazione atletica e negli sport di forza e potenza. In tali contesti, la velocità viene monitorata tramite encoder lineari o accelerometri applicati al bilanciere, consentendo una quantificazione precisa dell’intensità interna, della fatica neuromuscolare e della perdita di performance all’interno del set.

Nel contesto della Longevity Training, tuttavia, il paradigma VBT richiede una reinterpretazione metodologica. Nei soggetti sedentari e in particolar modo nei soggetti over 65 l’obiettivo primario non è la massimizzazione della prestazione, bensì il mantenimento della funzione neuromuscolare, la prevenzione della dinapenia, della sarcopenia e la preservazione dell’autonomia motoria. In questa prospettiva, il VBT non deve essere inteso esclusivamente come tecnologia di misurazione della velocità, ma come principio di allenamento fondato sull’intento di accelerazione e sul controllo della perdita di velocità come indicatore qualitativo di fatica.

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